PET-THERAPYDANIELE GIGLI
"L'apertura della porta relazionale rende possibile l'incontro di ego con alter; il luogo di questo incontro altro non è che l'uscio di noi stessi".
cative. Lo studio si riferisce alla realizzazione di un progetto di pet-therapy presso il centro socio-educativo per disabili del Comune di Ancona "Il Sole" gestito dalla Cooperativa Sociale ASSCOOP. Il progetto si è realizzato in collaborazione con la cooperativa sociale Pet Village che ha fornito le coppie pet-partner.Essenzialmente all'ambiente dell'uomo, costruito a misura d'uomo, scandito dai tempi, dai ritmi, dalla spazialità che gli sono confacenti o perlomeno che si presumono tali.
Ma, soprattutto, un ambiente fatto di interazioni sociali, un sistema relazionale complesso caratterizzato da continui scambi di ruolo o dal ricoprire contemporaneamente ruoli diversi.
Ecco, il cane vivendoci accanto deve riuscire ad adattarsi a tutto ciò e questo determina che la sua capacità adattiva si traduca principalmente nella sua capacità di posizionarsi all'interno di questo contesto relazionale in continuo mutamento e riproduzione.
Capacità adattiva che in considerazione di questa analisi potremmo sinteticamente chiamare socialità, cioè la capacità di agire sulla base della conoscenza delle prassi che regolano l'interazione sociale ma non solo, come andremo adesso ad esaminare, al fine di mostrarne la rilevanza quale caratteristica peculiare del cane che lo rende un efficace facilitatore della relazione nel trattamento del soggetto autistico".




