martedì 9 agosto 2011
lunedì 8 agosto 2011
MOSTRA FOTOGRAFICA "IL PASSETTO CHE C'E'"
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sabato 16 luglio 2011
venerdì 25 febbraio 2011
domenica 24 ottobre 2010
giovedì 29 luglio 2010
domenica 25 luglio 2010
IL BRANCO SELVAGGIO
IL BRANCO SELVAGGIO
a chi non ha mai smesso di sognare
a chi non ha mai smesso di sognare
Da adolescente la mia grande passione era il fiume.
Ci passavo giornate intere a sognare la mia casetta di legno nel bosco.
Ovviamente, avevo affinato le migliori tecniche di sopravvivenza.
Fra queste quella che mi entusiasmava maggiormente era la pesca con le mani.
So che non ci crederete ma sono capace di prendere i pesci con le mani.
E' una tecnica piuttosto difficile da apprendere che si basa sull'approfondita conoscenza delle abitudini dei pesci e del loro ambiente e su tanta ma tanta pratica.
E' una sfida ad armi pari, senza trucchi né esche o reti.
Tu e lui, il più abile vince e non è facile vincere.
In genere andavamo in gruppo con i miei amici, una quindicina in tutto.
Poi, a pesca finita, accendevamo il fuoco per cuocere e mangiare il pesce pescato così com'era.
Un branco selvaggio, quello eravamo.
Fra tutti il migliore, il più audace (a volte dovevi infilarti in posti che solo a guardarli mettevano i brividi), il più resistente al dolore provocato dalle spine dei rovi immancabilmente presenti era M., un anno più grande di me, capelli a boccoli neri, occhi neri e carnagione olivastra.
Era in assoluta simbiosi con la natura: un animale anche lui.
Sentiva dove stava il pesce ed era lui che ci guidava alla tana.
Perchè i pesci vivono in branco e fanno la tana, sotto un albero adagiato sul letto del fiume o in una grotta scavata dalla corrente.
Quando trovi la tana significa tirarne fuori non uno di pesci ma centinaia.
Lui sentiva la tana.
Incredibile vero?
Ma è così.
M. voleva essere sempre il primo in tutto.
Non aveva paura delle sfide e tantomeno delle novità.
Se c'era un'esperienza da fare non si faceva pregare due volte, anzi ci si immergeva completamente come in grotta.
La grotta è davvero speciale!
Entrare è relativamente facile: ti devi immergere ed infilare con la testa in un buco di 50/100 centimetri e poi ci pensa la corrente a spingerti dentro, dove si apre una camera di qualche metro quadro, parzialmente sommersa che ti permette di respirare.
Ma uscire è un atto di fede: intanto che sei dentro per gran parte del corpo un altro del branco ti afferra per le caviglie e così via, a formare una catena umana, fino a raggiungere l'angolo più lontano della camera, dove i pesci spaventati vanno a rifugiarsi.
La corrente contraria è così forte e la posizione assunta è tale che solo chi sta fuori può tirarti indietro.
Nella vita M. scelse di esplorare la grotta sbagliata e nessuno riuscì a tirarlo fuori.
Se ne andò diversi anni fa e con lui altri ragazzi del branco.
Qundo la nausea e lo schifo d quegli avvenimenti erano tali da potermi inaridire per sempre, a darmi coraggio, inarrestabile e inaspettato, montava l'originario ricordo del branco, con tutta la sua forza invincibile e l'eccezionale ed intatta selvaggia bellezza.
Così voglio ricordarli: i sognatori del branco selvaggio.
D.Gigli, "Pesci, uomini e lupi", L'orecchio di Van Gogh (Ancona 2005)
sabato 24 luglio 2010
PESCI, UOMINI E LUPI- PROGETTO RIVER
"Da adolescente la mia grande passione era il fiume. Ci passavo giornate intere a sognare la mia casetta di legno nel bosco. Ovviamente, avevo affinato le migliori tecniche di sopravvivenza. Fra queste quella che mi entusuausmava maggiormente era la pesca con le mani. So che non ci crederete, ma sono capace di prendere i pesci con le mani. E' una tecnica piuttosto difficile da apprendere, che si basa sulle approfondita conoscenza delle abitudini dei pesci e del loro ambiente e su tanta ma tanta pratica. E' una sfida ad armi pari, senza trucchi né esche o reti. Tu e lui, il più abile vince e non è facile vincere. In genere andavamo in gruppo con i miei amici, una quindicina in tutto......."
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lunedì 12 luglio 2010
PESCI, UOMINI E LUPI
L'OMBELICO DEL MONDOIo lo chiamo così, l'ombelico del mondo.
Nelle sere di fine estate il sole si nasconde dietro la linea dell'orizzonte che separa il cielo dal mare.
Le vette degli Appennini si inchinano a tanta bellezza degradando dolcemente fino a toccare l'acqua dell'Adriatico.
Al centro di questo universo ho realizzato il mio piccolo sogno, la casetta di legno nel bosco.
Qui le cose si sentono in modo diverso ed ognuna assume significati e colorazioni intensi ed unici e da qui vogliamo salutarvi: io, i miei cani, gli Appennini e l'Adriatico.
Ancora una volta tutti insieme, pesci, uomini e lupi.
Tratto da "Pesci,uomini e lupi" di Daniele Gigli, edito da L'orecchio di Van Gogh (2005)
venerdì 18 giugno 2010
ANEP MARCHE -TAVOLA ROTONDA
Si è svolta oggi la "TAVOLA ROTONDA" a conclusione della ricerca condotta dall'Università e commissionata dalla Regione Marche sulle figure dell' Operatore Socio Sanitario, dell'Assistente Sociale e dell'Educatore Professionale. Per quanto riguarda l'Educatore Professionale, hanno partecipato i maggiori referenti istituzionali della formazione delle Marche, in rappresentanza del Servizio Formazione della Regione, delle Università di Urbino, Macerata e Ancona, presso le quali sono attivati i corsi di laurea in Educatore/Educatore Professionale. Unanime il consenso sulla necessità di superare l'attuale frammentazione dei percorsi formativi individuando forme di collaborazione fra facoltà sulla base di oLa TAVOLA ROTONDA si è svolta nella bellissima cornice di Villa Rey, Piazzale Martelli 8, Ancona, sede della facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche.
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